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>> FLASH >> AFFRONTAMENTI OMICIDI TRA SOLDATI LIBANESI ED ISLAMICI PALESTINESI AL LIBANO-NORD - Venerdi 25 maggio 2007

Per la sua prima uscita fuori dell'Europa, il ministro Bernard Kouchner ricorda la posizione della Francia a Beirut

La nuova esplosione di violenza cementa la riunificazione dei libanesi 

per NAJI FARAH, direttore della redazione

 

"Risparmiate i fanciulli del Libano, ciò basta, ciò basta, ciò basta...!" Manifestazione di scolari nelle vie di Beirut, il giovedì 10 maggio 2007, alla chiamata dell'associazione "Offerta-gioia" (Offre-Joie) 

Quale differenza c'è tra un pilota di aereo israeliano che terrorizza nel luglio 2006 la popolazione libanese sganciando delle tonnellate di bombe occidentali sull'insieme del territorio libanese ed un oscuro terrorista mezzo-orientale superando il territorio siriano per fare esplodere nel maggio 2007 delle bombe di fabbricazione artigianale nei grandi quartieri commerciali di Beirut e dei suoi dintorni? Nessuna. I due agiscono sotto gli ordini di un stesso accomodante che mira a silurare sempre una stagione di estate balbettante per impedire i libanesi di raddrizzarsi economicamente e portarli a disertare il Libano, privato una volta di più di centinaia di migliaia dei suoi figli residenti all'estero e dei turisti arabi ed europei che vengono ad investire nel paese. Noi ecco, sette anni giorno per giorno dopo la liberazione del Libano sud delle forze di occupazione israeliana e due anni dopo la liberazione del resto del Libano delle forze di occupazione siriana, in una situazione strana, cercando la ragione dell'accanimento della comunità internazionale, anche se dice il contrario, contro il nostro caro paese. La storia si ripete da più di trent' anni, ma con una differenza di taglia: i libanesi non sono stati mai tanto decisi a fare insieme la strada per ricostruire un Libano unito, plurale e democratico, al grande dam dei loro detrattori che affondano ancora più nella violenza e la stupidità, e noi assestatano dei discorsi vuoti per il tramite dei loro ambasciatori nei saloni libanesi nel bel mezzo di spettri pessimi, a sapere i criminali di guerra locali avendo eseguito i loro ordini degli anni durante con la complicità dei capi palestinesi dei campi del Libano che, cacciati vent' anni fa del loro paese ancestrale, sono alla base di tutti i nostri mali. Allora che avvenire per il Libano, può chiedersi? Queste aggressioni in regola possono rinforzare solamente la corrente di amicizia e di solidarietà col Libano che percorre la terra intera grazie ai suoi figli stabiliti da milioni in tutti i continenti. L'insieme della popolazione libanese civile ed armata deve solidarizzare coi soldati libanesi per eliminare radicalmente tutte le milizie straniere ospitate sotto protezione internazionale nei campi palestinesi, ed una volta il Libano liberato di queste isolette di insicurezza, fondere con l'esercito libanese che riceverà allora il sostegno necessario per rinforzare durevolmente la sua autorità sull'insieme del territorio libanese proteggendo le sue frontiere.   

 

Sul campo, i combattimenti cominciati la domenica 20 maggio all'alba tra l'esercito libanese e le fazioni islamiche intorno al campo palestinese di Nahr-el-Bared a Tripoli, hanno fatto vicino a 70 morti e sembrano dovere proseguire. Un terzo attentato ha mirato il mercoledì 23 maggio, verso 21h, i souks di Aley, cinque feriti, seguito a quelli di Beirut - ad Achrafieh la domenica sera, una donna morta ed una decina di feriti, ed a Verdun il lunedì sera, una decina di feriti. Il nuovo ministro francese degli Affari straniere Bernard Kouchner, effettuando il suo primo spostamento fuori dall'Europa dalla sua nomina per il presidente Nicolas Sarkozy - che ha ottenuto le elezioni francesi la domenica 6 maggio -, trovati per due giorni in Libano per intrattenersi col Primo ministro libanese ed i principali responsabili politici del paese, e "riaffermare la solidarietà della Francia col Libano e con la sua popolazione" in questo "periodo critico."

 

 

 

 

Perché sempre il Libano? Disegno di Serguei, pubblicato nel Mondo del 24 maggio 2007

 

 

Vista del sito archeologico otto volte millennio di Byblos. Foto realizzata il 24 aprile 2007. Naji Farah

 

 
 

 

 

 

 

 

 

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