
"Risparmiate
i fanciulli del
Libano, ciò
basta, ciò
basta, ciò
basta...!"
Manifestazione
di scolari nelle
vie di Beirut,
il giovedì 10
maggio 2007,
alla chiamata
dell'associazione
"Offerta-gioia"
(Offre-Joie)
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Quale
differenza c'è tra un pilota di
aereo israeliano che terrorizza
nel luglio 2006 la popolazione
libanese sganciando delle
tonnellate di bombe occidentali
sull'insieme del territorio
libanese ed un oscuro terrorista
mezzo-orientale superando il
territorio siriano per fare
esplodere nel maggio 2007 delle
bombe di fabbricazione
artigianale nei grandi quartieri
commerciali di Beirut e dei suoi
dintorni? Nessuna. I due
agiscono sotto gli ordini di un
stesso accomodante che mira a
silurare sempre una stagione di
estate balbettante per impedire
i libanesi di raddrizzarsi
economicamente e portarli a
disertare il Libano, privato una
volta di più di centinaia di
migliaia dei suoi figli
residenti all'estero e dei
turisti arabi ed europei che
vengono ad investire nel paese.
Noi ecco, sette anni giorno per
giorno dopo la liberazione del
Libano sud delle forze di
occupazione israeliana e due
anni dopo la liberazione del
resto del Libano delle forze di
occupazione siriana, in una
situazione strana, cercando la
ragione dell'accanimento della
comunità internazionale, anche
se dice il contrario, contro il
nostro caro paese. La storia si
ripete da più di trent' anni,
ma con una differenza di taglia:
i libanesi non sono stati mai
tanto decisi a fare insieme la
strada per ricostruire un Libano
unito, plurale e democratico, al
grande dam dei loro detrattori
che affondano ancora più nella
violenza e la stupidità, e noi
assestatano dei discorsi vuoti
per il tramite dei loro
ambasciatori nei saloni libanesi
nel bel mezzo di spettri pessimi,
a sapere i criminali di guerra
locali avendo eseguito i loro
ordini degli anni durante con la
complicità dei capi palestinesi
dei campi del Libano che,
cacciati vent' anni fa del loro
paese ancestrale, sono alla base
di tutti i nostri mali. Allora
che avvenire per il Libano, può
chiedersi? Queste aggressioni in
regola possono rinforzare
solamente la corrente di
amicizia e di solidarietà col
Libano che percorre la terra
intera grazie ai suoi figli
stabiliti da milioni in tutti i
continenti. L'insieme della
popolazione libanese civile ed
armata deve solidarizzare coi
soldati libanesi per eliminare
radicalmente tutte le milizie
straniere ospitate sotto
protezione internazionale nei
campi palestinesi, ed una volta
il Libano liberato di queste
isolette di insicurezza, fondere
con l'esercito libanese che
riceverà allora il sostegno
necessario per rinforzare
durevolmente la sua autorità
sull'insieme del territorio
libanese proteggendo le sue
frontiere.
Sul
campo, i combattimenti
cominciati la domenica 20 maggio
all'alba tra l'esercito libanese
e le fazioni islamiche intorno
al campo palestinese di
Nahr-el-Bared a Tripoli, hanno
fatto vicino a 70 morti e
sembrano dovere proseguire. Un
terzo attentato ha mirato il
mercoledì 23 maggio, verso 21h,
i souks di Aley, cinque feriti,
seguito a quelli di Beirut - ad
Achrafieh la domenica sera, una
donna morta ed una decina di
feriti, ed a Verdun il lunedì
sera, una decina di feriti. Il
nuovo ministro francese degli
Affari straniere Bernard
Kouchner, effettuando il suo
primo spostamento fuori
dall'Europa dalla sua nomina per
il presidente Nicolas Sarkozy -
che ha ottenuto le elezioni
francesi la domenica 6 maggio -,
trovati per due giorni in Libano
per intrattenersi col Primo
ministro libanese ed i
principali responsabili politici
del paese, e "riaffermare
la solidarietà della Francia
col Libano e con la sua
popolazione" in questo
"periodo critico."

Perché
sempre il Libano? Disegno
di Serguei,
pubblicato nel
Mondo del 24
maggio 2007

Vista
del sito archeologico otto
volte millennio di Byblos. Foto
realizzata il 24 aprile 2007.
Naji Farah